Il gruppo di jazz manouche 20 Strings annuncia la pubblicazione del primo album LP dal titolo omonimo "20 Strings"
L'idea alla base di questo disco è di rendere un omaggio a Django Reinhardt che fosse filologicamente coerente all'idea originaria di jazz manouche.
La sonorità dei brani non vuole quindi seguire contaminazioni e derivazioni più moderne di stampo jazzistico americano ma vuole ricreare, mediante le sonorità impiegate, l'idea musicale del manouche di primo stampo, inserendo standard swing del genere manouche senza tralasciare il genere del valse musette.
Il disco vuole essere una riproposizione in formato fisico dell'attitudine live dei 20 Strings: forte energia, ritmi veloci e ballabili e l'atmosfera un po' naif e un po' colta propria del jazz manouche.
La chitarra solista di Maurizio Mazzeo improvvisa e suona i temi seguendo la prima letteratura manouche e rispettando l'armonia principale dei brani, senza inserire frasi o sostituzioni non pertinenti al genere. La plettrata è inoltre rispettosa della tecnica originaria e gli accenti e l'agogica sono il più possibile aderenti alla discografia di Django.
Allo stesso modo la chitarra ritmica di Lorenzo Asselli e il contrabbasso di Andrea Garombo ricreano "la pompe" con attenzione alla pulsazione ritmica e all'incedere cadenzato proprio del genere.
Hanno partecipato al disco anche altri musicisti ospiti come Marco Maturo (chitarra in "Artillerie Lourde"), Simone Arlorio (clarinetto in "Charleston" e "Si tu vois ma mere"), Marco Varvello (fisarmonica in "Stompin at Decca"), Igor Vigna (tromba in "Charleston") ed Elena Urru (voce in "It don't mean a thing")
L'evento di presentazione del disco avverrà il 14 gennaio al Cafè Neruda di Torino.
Ingresso gratuito con tesera Arci