“Quella israeliana non è una “dura reazione” ma piuttosto un’offensiva indiscriminata”. Parlano i cooperanti bloccati a Gaza

“Quella israeliana non è una “dura reazione” ma piuttosto un’offensiva indiscriminata”. Parlano i cooperanti bloccati a Gaza

“L’Associazione Arci diffonde questo comunicato ricevuto dai cooperanti italiani presenti a Gaza, sostenendo con la forza della ragione l’immediata richiesta di cessazione delle ostilità: l escalation di violenza degli ultimi giorni colpisce la popolazione civile e pregiudica gravemente la possibilità di tenere vivo qualsiasi dialogo per un processo di pace. La scelta israeliana di avviare l’attuale offensiva militare verso Gaza ha provocato la riposta con le armi di Hamas: portando al rafforzamento delle istanze estremiste all’interno del mondo palestinese e mediorientale e mettendo ancor più in crisi il difficile equilibrio di pace in tutta la Regione, travagliata da conflitti più o meno dichiarati.
In Siria come oggi a Gaza ogni giorno l’elenco dei nomi di bambini, donne, uomini morti o gravemente feriti si allunga e chiama tutti, istituzioni e opinione pubblica, ad una corresponsabilizzazione nella ferma condanna ad ogni uso delle armi e della strategia del terrore e all’affermazione della giustezza del dialogo.
La comunità internazionale deve esprimersi e chiedere con determinazione al Governo israeliano di bloccare immediatamente l’operazione militare definita “pilastro della difesa”, che insieme all’illegale insediamento delle colonie e alla deportazione della popolazione palestinese, all’isolamento di Gerusalemme Est, al blocco della striscia di Gaza lo rende evidentemente colpevole dell’arresto del processo di pace”.

Gaza City, 18 Novembre 2012
 

Siamo al quinto giorno di attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza.
Scriviamo questo comunicato nel mezzo del suono incessante dei bombardamenti, che proseguono ininterrottamente giorno e notte, tenendoci svegli e nel terrore assieme a tutta la popolazione di Gaza. Sentiamo sulle nostre teste il rumore continuo dei droni e dei caccia F16 che sorvolano il cielo della Striscia. Ogni attacco di questa offensiva militare indiscriminata e sproporzionata riaccende i terribili ricordi di Piombo Fuso. Al momento le strade di Gaza, solitamente caotiche e affollatissime, sono surrealmente deserte, la gente non può far altro che cercare rifugio nelle proprie case.

L’esercito israeliano con l’operazione militare “Pilastro della Difesa” sta colpendo tutta la Striscia di Gaza, spesso in aree densamente popolate mettendo a rischio la vita dell’intera popolazione civile.
Da mercoledì 14 novembre le forze aeree israeliane hanno condotto più di 1000 bombardamenti, decine di attacchi dalle navi militari, portando a 50 il numero dei morti, di cui 13 bambini e 4 donne. Circa 500 persone sono state ferite dagli attacchi, l’80% delle quali sono civili e molte sono in condizioni critiche. Nella notte del 18 novembre sono stati bombardati gli uffici dei principali organi di informazione palestinesi a Gaza, un gravissimo attacco deliberato alla stampa e all’informazione che ha causato il ferimento grave di sei giornalisti.

Il Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha dichiarato che l’escalation è iniziata con un’“enorme offensiva partita da Gaza” a cui Israele avrebbe legittimamente risposto con una reazione “molto dura, anche se ampiamente anticipata“. Ha inoltre affermato che “è necessaria e urgente un’azione che riduca le tensioni, dia sicurezza a Israele e restituisca un minimo di tranquillità alla Striscia di Gaza”.

Non possiamo condividere queste posizioni.
Le ostilità sono cominciate giovedì 8 novembre con l’incursione via terra dell’esercito israeliano a est di Khan Younis che ha causato la morte di Hamid Abu Daqqa, un adolescente di 13 anni che giocava a pallone davanti casa.
Quella israeliana non è una “dura reazione” ma piuttosto un’offensiva indiscriminata che colpisce principalmente la popolazione civile di Gaza, soggetta da sempre alle incursioni via terra, mare e aria sul suo territorio.
I bombardamenti di cui siamo testimoni in questi giorni colpiscono una popolazione imprigionata dal blocco israeliano, illegale secondo il diritto internazionale umanitario, che da cinque anni impedisce il movimento delle persone e isola quasi completamente la Striscia di Gaza dal resto del mondo.

Il lancio di circa 400 razzi dalla Striscia di Gaza ha causato 3 vittime tra i civili israeliani. Condanniamo ogni attacco nei confronti dei civili. Non possiamo accettare che il Governo Italiano parli di piena sicurezza da un lato e di un “minimo di tranquillità” dall’altro. Crediamo però che anche la popolazione di Gaza, così come quella israeliana, abbia diritto ad una piena sicurezza e alla massima tranquillità. Ciò può essere possibile solo con la fine dell’assedio e dell’occupazione, con il pieno rispetto dei diritti umani e della dignità del popolo palestinese.

Ci appelliamo al governo italiano, all’Europa e alla comunità internazionale tutta, istituzionale e sociale,  affinché si adoperino per mettere  fine a questa aggressione illecita contro i civili palestinesi.

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